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andreascopetti

Il piano della mobilità è stato rinviato, Deo gratias!

Sconcinate 30/12/2011

Orvieto vanta un sistema di infrastrutture per la mobilità alternativa di grande rilievo nel panorama internazionale. Ciò è dovuto alla lungimiranza ed alla capacità di amministrazioni passate che hanno saputo ideare, progettare e realizzare interventi come la funicolare, il parcheggio delle FF.SS. (oggi Piazza della Pace), il parcheggio di Campo Boario con gli annessi percorsi meccanizzati (ascensore e scale mobili), con l’intento di ridurre e disciplinare il traffico veicolare in quanto ritenuto una delle cause principali del degrado della Rupe. In epoca recente si è aggiunto il parcheggio di Via Roma che, nonostante le critiche inerenti la sua realizzazione, avrebbe dovuto costituire l’ultimo passo per procedere ad una spinta pedonalizzazione del Centro Storico, o almeno per la salvaguardia e valorizzazione dei suoi luoghi più significativi, a partire da Piazza Duomo. L’amministrazione Comunale ha invece deciso di favorire una maggiore accessibilità dei veicoli privati all’interno del Centro Storico, favorendo così più un “caos organizzato”, per aumentare i ricavi provenienti dalle sanzioni, che una regolamentazione, determinando una marcia indietro sui progetti di mobilità alternativa che avevano qualificato il “Progetto Orvieto”, il tutto con il rischio di accelerare i processi di degrado delle pavimentazioni stradali e del masso tufaceo e determinando un regresso della vivibilità sulla Rupe. Questa è un’amministrazione che non sa sognare e non sa progettare e che è solo in grado di distruggere le buone cose presenti in Città. La classe dirigente di cui tanto si parla dovrebbe proprio nei momenti di difficoltà avere la capacità di guardare lontano e definire gli scenari di sviluppo, piuttosto che alimentare scelte demagogiche e prive di buon senso. Sarebbe opportuno che la comunità internazionale – personalità del mondo della cultura, dell’arte, dello spettacolo, oltre alle istituzioni finanziatrici – che sostenne il “Progetto Orvieto”, oggi richiamasse i nostri Amministratori al massimo rispetto della “Città altra e strana” invitandoli inoltre a non lasciarsi andare a dinamiche da “Paesone”. Ci auguriamo che il rinvio della discussione sul piano decisa dal Consiglio Comunale nella seduta del 29 dicembre, non sia solo un’esigenza tattica, ma un scelta seria di approfondire l’argomento.

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L’indegna scelta di vendere parte della ex Piave, ricatti e speculazioni, Ora Basta!!!!….

Sconcinate 14/7/2011


Una sola parola viene da pronunciare di fronte alla notizia, che rivela la volontà decisionale del Sindaco Concina e della sua Giunta, di mettere in vendita la “palazzina comando” della ex Caserma Piave: “Indignazione e, ancora, Indignazione”.

Indignazione, perché se è vero che le precedenti Amministrazioni hanno peccato di incapacità gestionali, è ancor più vero che l’attuale Amministrazione si atteggia da nemica giurata della città di Orvieto.

Una città, la nostra città, non può essere amministrata con le sole leve del ricatto politico e della speculazione immobiliare, volendo disporre a proprio piacimento, uso e consumo dei residuali beni pubblici che sono stati, sono e dovranno restare anche per il futuro, nel patrimonio disponibile degli Orvietani e non di quel o quell’altro Sindaco.

È possibile che agli occhi del Dr. Concina, presentatosi come Sindaco del buon governo, non baleni un seppur flebile dubbio che vendendo, meglio sarebbe a dire svendendo, tutto il vendibile si pregiudica in modo definitivo e irreversibile l’avvenire della presente e delle future generazione di Orvietani?

Considerato come si sta procedendo, la risposta sembrerebbe negativa, e allora?

Allora, fallito il buon senso e affermatasi invece la cocciuta ostinazione, non resta che la chiamata a raccolta di tutti gli Orvietani, singoli e associati, a difesa strenua di ciò che è di loro spettanza e non di altri.

 

Andrea Scopetti

 

Concina il Pilato...in attesa del Giuda e del povero Cristo

Sconcinate 12/6/2011

la Valutazione di Impatto Ambientale, sul progetto presentato dalla SAO riguardante la discarica de Le Crete, si è conclusa nei giorni scorsi con un pronunciamento a favore della sopraelevazione del secondo calanco e una bocciatura per la formazione di un terzo calanco da destinare a discarica.
all'indomani di questa decisione il Sindaco Concina dice: "La Regione dell'Umbria ha risolto il complesso"..... delle problematiche emerse nell'ultimo periodo nella discarica de Le Crete, relative, in particolare, alla fattibilità del terzo calanco; si dimentica, però, di aggiungere.... senza il minimo supporto della Giunta Concina. L'Amministrazione Comunale si è resa protagonista di un'azione pilatesca senza precedenti, al Consiglio Comunale prendeva una posizione, alla Sao ne faceva presente un'altra, alla Regione ancora un'altra. non si spiega, infatti, il motivo per cui nessuna osservazione è pervenuta dal Comune di Orvieto all'Iter di avvio delle procedure di tutela calanchiva da parte della Svrintendenza; così come non si spiega il motivo per cui la maggioranza di centrodestra ha bocciato l'ordine del giorno presentato dal centrosinistra e teso a rafforzare la posizione contraria al terzo calanco da parte del Consiglio Comunale. trovato chi svolge la parte di Pilato resta da capire a chi sarà assegnato il ruolo di Giuda e del povero Cristo

Pillole del fallimento della Giunta Concina

Sconcinate 30/5/2011

Due anni fa Antonio Concina si è presentato come Sindaco della rinascita, dopo sessant’anni di governo di Sinistra. Il Suo motto fu “Rinnovamento e Metodo”, arrivati ormai a metà legislatura andiamo a vedere come si è realmente attuata la sua grande innovazione.

Nelle sue linee programmatiche, approvate dal consiglio Comunale nel dicembre del 2009 il Sindaco Concina, nel capitolo Cultura, garantiva:

- Cultura e Beni Culturali come grande risorsa economica che la storia ha consegnato alla nostra città.
-
Attività Permanenti:

    o
Completamento della Biblioteca

    o
Valorizzazione e razionalizzazione del Teatro Mancinelli

    o
Potenziamento delle attività di scavo
   
    o
Consolidamento delle attività della scuola di musica “A. Casasole”.

- Attività effimere:

    o Progettazione di una stagione musicale di livello internazionale
    o
Stagione teatrale

    o
Realizzazione di eventi nel settore del cinema

RISULTATI

  • L’unico completamento che ha visto realizzato la Biblioteca è stato quello del licenziamento delle ragazze precarie che vi lavoravano e della riduzione dell’orario di apertura, imboccando la strada verso la chiusura definitiva.
  • L’unica valorizzazione che ha visto realizzata il Teatro Mancinelli è stata la riduzione del contributo Comunale e, anche in questo caso, la messa a rischio dei posti di lavoro e della qualità del servizio fornito.
  • L’unico scavo che è stato potenziato è stato quello della voragine del debito del Comune, diventato ormai un cono vulcanico pronto ad esplodere
  • L’unica attività che la scuola di musica “A.Casasole” ha visto consolidata è quella del mancato pagamento degli stipendi e l’aver intrapreso la strada della chiusura anche di questo servizio.

Una distanza, tra le promesse e i fatti concreti, talmente ampia che ha portato l’ex assessore alla Cultura Barberani a rassegnare, coerentemente, le dimissioni, dichiarando di non riconoscersi più “.. nelle dinamiche politiche e organizzative in atto da tempo, in netta contraddizione con il progetto che aveva portato il Sindaco Concina alla vittoria elettorale. Sul piano strettamente politico, sono stato dall'inizio il più convinto sostenitore della necessità di un coinvolgimento serio di tutta la città, organizzata e non, così come di tutti i partiti rappresentati in Consiglio Comunale, in una grande operazione progettuale e di risanamento. Tale ipotesi è stata evidentemente avversata in favore di scelte che ritengo solo finalizzate ad un effimero consenso numerico. La drammatica emergenza che stiamo attraversando necessita invece di un grande sforzo collettivo capace di gestire, prima, e superare, poi, l'attuale congiuntura negativa ed avviare un rilancio stabile della nostra città.”

Di attività effimere, infine, abbiamo visto soltanto la ricerca di un “effimero consenso elettorale” e il “cinema” che settimanalmente va in scena in Consiglio Comunale.

Rinnovamento + Metodo = Ribaltoni e Panzane

Andrea Scopetti

Concina e i promessi “Buffi”. “…ve saluto, care fesse!.... ‘N tra le pene e ‘n tra le lagne mezz'Orvieto resta a piagne...”

Sconcinate 24/5/2011

Due anni fa Maurizio Conticelli rispolverò la Poesia di Corrado Carini, eletto Sindaco di Orvieto nel 1920 e subito dopo destituito e poi a lungo perseguitato dai fascisti, alla pari di un altro calzolaio dell'epoca, e Nando Feliziola detto "Caciola", dal titolo “L’Americano” dedicandola a Concina, auspicando e invitandolo a non far ripetere la storia riportata dai versi che seguono:

Co' l'espresso da Milano
giunse qui l'Americano.
Spènne, spanne, se la gode,
e ‘ncomincia a piantà chiode.

Se presenta giù da Fuso
e lo mette fòri uso.
Detto fatto se la fila:
sul libretto so' dumila.

Bottolone er tabaccaro
c'è cascato paro paro.
Ne lo smercio e ne ‘l consumo
so' ducento annate in fumo.

Da le parti de Pistrella
ce sta pure l'Elvirella.
Nun se sa quante saranno,
je c'è preso anche l'affanno.

Co' tre amici der mestiere
è cliente der barbiere:
e Sciucchino tutto zelo
pure lui ce lascia er pelo.

Conosciuta la Nunziata,
ecco fatta la frittata.
- ‘Sto ragazzo fa per me! -
So' ducento al ventitre...

Lì da Neno Montanucci
panettoni e cavallucci,
‘na bottija de moscato
(pure ‘n prestito c'è stato).

Lo trovammo in latteria
tutto pieno d'allegria.
E Mariano mo' se lagna:
- M'ha fregato lo sciampagna ...

Da Martino ‘l caffettiere
chiama tosto ‘l cameriere:
- Porta paste e cioccolata! -
Pure lue cià l'impiombata.

Anche Peppe de ‘l Tocciaro
c'è cascato paro paro,
che concorse per omaggio
a le spese del viaggio.

Sarachino l'ha carzato
perché deve avé penzato:
si domani ha da scappà,
senza scarpe come fà?

Mentre infuria ‘l pandemonio,
bbonasera sor Antonio ...
Nel partì parea dicesse:

Fu così, corpo de Bacco,
che l'amico arzava ‘l tacco.
‘N tra le pene e ‘n tra le lagne
mezz'Orvieto resta a piagne...

 

 

Concina rispose tranquillizzando tutti:  “l'immagine è divertente ma non mi somiglia per niente. Tranquillizza tutti: i buffi li troverò come eredità e non ne farò altri (mai fatti in vita mia). Tranquillizza tutti: i veri squadristi non stanno a casa mia...”

Come racconta la storia “Tranquillo” fece una brutta fine e anche per Concina c’è sta la sua prima volta,  Orvieto, ormai, è piena di “Buffi”…..


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il terzo calanco e il gioco dei tre bicchieri di Concina

Sconcinate 19/5/2011

Il gioco dei tre bicchieri
è quello che sta mettendo in mostra Concina e la maggioranza del Comune di Orvieto riguardo il possibile ampliamento della discarica Le Crete di Orvieto, il cosi detto Terzo Calanco.
le prove sono chiare:
ad Orvieto Concina e i suoi uomini ombra fanno intendere di essere contro l'apertura del nuovo calanco ma i fatti li smentiscono clamorosamente, presentano in Consiglio Comunale un documento, molto vago su questo punto, cercando di spostare il problema più avanti al 2021, votano contro una risoluzione del centrosinistra che chiedeva una chiara scelta contraria al terzo calanco a favore di una politica sullo smaltimento dei rifitui ancor più innnovativa;
votano contro una risoluzione che intendeva chiedere la diminuzione dello smaltimento dei rifiuti speciali, il vero problema e la vera causa del riempimento del secondo calanco de Le Crete.
Al di fuori della Rupe l'atteggiamento di Concina e i suoi rappresentanti è ancora più contraddittorio:
l'ex Assessore all'Ambiente Tardani, all'Assemblea dell'ATI n.4 (Ambiti Territoriali Integrati), vota a favore della delibera che da avvio alla VAS e al documento preliminare che prevede anche il terzo calanco (pag. 56 dello scoping di seguito riportato):
 "4.2.3.1.4 Progetto di ampliamento della discarica di Orvieto.
Il gestore, nonché proprietario dell’impianto, S.A.O. SpA di Orvieto del Gruppo ACEA di Roma, ha predisposto uno studio di prefattibilità ambientale e tecnico per l’ampliamento dell’area di discarica
attuale; ad oggi è in fase di predisposzione il Progetto Definitivo e lo Studio di Impatto Ambientale ad esso associato che verranno sottoposti alla procedura di competenza regionale secondo la
normativa vigente.
Lo studio di prefattibilità prevede l’ampliamento della discarica in due fasi distinte:
Fase 1 – intervento di sopraelevazione comporterebbe l’inserimento di un ulteriore gradone rispetto al profilo autorizzato; a seguito di tale sopraelevazione, il numero dei gradoni passerebbe dai 9, previsti nel progetto autorizzato, a 10. Il volume aggiuntivo derivante dall’implementazione dell’ulteriore gradone consentirebbe di prolungare la fase operativa della discarica (che diversamente, in base agli attuali conferimenti, si esaurirebbe nel 2012). Gli interventi progettualmente previsti in Fase 1 renderebbero disponibile una volumetria lorda pari a ca. 1.500.000 m3

Fase 2
–prevede un ampliamento dell’attuale discarica nell’attigua vallecola del Fosso Spinaceto, interconnessa dal punto di vista impiantistico ed infrastrutturale con la discarica in esercizio; l’allestimento dell’ampliamento della discarica sarebbe articolato in un primo stralcio funzionale, con il quale si provvede all’approntamento del sito per la messa in esercizio dell’impianto, e quindi, man mano che avanza l’accrescimento della colmata, si procederà alla realizzazione dei successivi gradoni, e delle relative opere infrastrutturali. Gli interventi progettualmente previsti in Fase 1 renderebbero disponibile una volumetria lorda pari a ca. 1.600.000 m3";

Il nuovo Assessore Margottini, nel corso dell'Assemblea Ati dello scorso Aprile, si astiene sul documento sull'impiantisca che ribadisce la necessità del terzo calanco fornendo spiegazione quanto mai ambigue (vedi allegato     ).

Non ci resta che capire cosa racconti Concina ai rappresentanti della Sao e dell'Acea.

In quale bicchiere sarà nascosta la pallina?

Andrea Scopetti