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andreascopetti

Concina il Pilato...in attesa del Giuda e del povero Cristo

Sconcinate 12/6/2011

la Valutazione di Impatto Ambientale, sul progetto presentato dalla SAO riguardante la discarica de Le Crete, si è conclusa nei giorni scorsi con un pronunciamento a favore della sopraelevazione del secondo calanco e una bocciatura per la formazione di un terzo calanco da destinare a discarica.
all'indomani di questa decisione il Sindaco Concina dice: "La Regione dell'Umbria ha risolto il complesso"..... delle problematiche emerse nell'ultimo periodo nella discarica de Le Crete, relative, in particolare, alla fattibilità del terzo calanco; si dimentica, però, di aggiungere.... senza il minimo supporto della Giunta Concina. L'Amministrazione Comunale si è resa protagonista di un'azione pilatesca senza precedenti, al Consiglio Comunale prendeva una posizione, alla Sao ne faceva presente un'altra, alla Regione ancora un'altra. non si spiega, infatti, il motivo per cui nessuna osservazione è pervenuta dal Comune di Orvieto all'Iter di avvio delle procedure di tutela calanchiva da parte della Svrintendenza; così come non si spiega il motivo per cui la maggioranza di centrodestra ha bocciato l'ordine del giorno presentato dal centrosinistra e teso a rafforzare la posizione contraria al terzo calanco da parte del Consiglio Comunale. trovato chi svolge la parte di Pilato resta da capire a chi sarà assegnato il ruolo di Giuda e del povero Cristo

il terzo calanco e il gioco dei tre bicchieri di Concina

Sconcinate 19/5/2011

Il gioco dei tre bicchieri
è quello che sta mettendo in mostra Concina e la maggioranza del Comune di Orvieto riguardo il possibile ampliamento della discarica Le Crete di Orvieto, il cosi detto Terzo Calanco.
le prove sono chiare:
ad Orvieto Concina e i suoi uomini ombra fanno intendere di essere contro l'apertura del nuovo calanco ma i fatti li smentiscono clamorosamente, presentano in Consiglio Comunale un documento, molto vago su questo punto, cercando di spostare il problema più avanti al 2021, votano contro una risoluzione del centrosinistra che chiedeva una chiara scelta contraria al terzo calanco a favore di una politica sullo smaltimento dei rifitui ancor più innnovativa;
votano contro una risoluzione che intendeva chiedere la diminuzione dello smaltimento dei rifiuti speciali, il vero problema e la vera causa del riempimento del secondo calanco de Le Crete.
Al di fuori della Rupe l'atteggiamento di Concina e i suoi rappresentanti è ancora più contraddittorio:
l'ex Assessore all'Ambiente Tardani, all'Assemblea dell'ATI n.4 (Ambiti Territoriali Integrati), vota a favore della delibera che da avvio alla VAS e al documento preliminare che prevede anche il terzo calanco (pag. 56 dello scoping di seguito riportato):
 "4.2.3.1.4 Progetto di ampliamento della discarica di Orvieto.
Il gestore, nonché proprietario dell’impianto, S.A.O. SpA di Orvieto del Gruppo ACEA di Roma, ha predisposto uno studio di prefattibilità ambientale e tecnico per l’ampliamento dell’area di discarica
attuale; ad oggi è in fase di predisposzione il Progetto Definitivo e lo Studio di Impatto Ambientale ad esso associato che verranno sottoposti alla procedura di competenza regionale secondo la
normativa vigente.
Lo studio di prefattibilità prevede l’ampliamento della discarica in due fasi distinte:
Fase 1 – intervento di sopraelevazione comporterebbe l’inserimento di un ulteriore gradone rispetto al profilo autorizzato; a seguito di tale sopraelevazione, il numero dei gradoni passerebbe dai 9, previsti nel progetto autorizzato, a 10. Il volume aggiuntivo derivante dall’implementazione dell’ulteriore gradone consentirebbe di prolungare la fase operativa della discarica (che diversamente, in base agli attuali conferimenti, si esaurirebbe nel 2012). Gli interventi progettualmente previsti in Fase 1 renderebbero disponibile una volumetria lorda pari a ca. 1.500.000 m3

Fase 2
–prevede un ampliamento dell’attuale discarica nell’attigua vallecola del Fosso Spinaceto, interconnessa dal punto di vista impiantistico ed infrastrutturale con la discarica in esercizio; l’allestimento dell’ampliamento della discarica sarebbe articolato in un primo stralcio funzionale, con il quale si provvede all’approntamento del sito per la messa in esercizio dell’impianto, e quindi, man mano che avanza l’accrescimento della colmata, si procederà alla realizzazione dei successivi gradoni, e delle relative opere infrastrutturali. Gli interventi progettualmente previsti in Fase 1 renderebbero disponibile una volumetria lorda pari a ca. 1.600.000 m3";

Il nuovo Assessore Margottini, nel corso dell'Assemblea Ati dello scorso Aprile, si astiene sul documento sull'impiantisca che ribadisce la necessità del terzo calanco fornendo spiegazione quanto mai ambigue (vedi allegato     ).

Non ci resta che capire cosa racconti Concina ai rappresentanti della Sao e dell'Acea.

In quale bicchiere sarà nascosta la pallina?

Andrea Scopetti

Rifiuti, cambiare si può

diario 8/3/2011

 

La modifica apportata al Documento Annuale di Programmazione (DAP) della Regione Umbria, approvato nei giorni scorsi, che di fatto blocca la possibilità dell’apertura del terzo calanco per la discarica Le Crete di Orvieto, rappresenta un’importante vittoria ed un punto di partenza fondamentale per tutti quelli che hanno contribuito a far emergere progetti alternativi a quelli presentati dall’impresa che gestisce attualmente l’impianto.

La decisione presa dalla Regione Umbria è di fatto molto coraggiosa, considerato il peso che le “lobby dei rifiuti” hanno assunto nella nostra regione e il fatto che il Comune di Orvieto, nonostante la discussione innescata in città da parte del mondo associativo e civile, non abbia fino ad oggi assunto una decisione chiara in tema di gestione dei rifiuti e destino della discarica delle Crete.

Si è assistito, anzi, a profonde divisioni di prospettiva da parte della maggiornaza di centro destra con una parte schierata apertamente per un nuovo modello di gestione, incentrato sulla raccolta differenziata spinta, e l’altra parte apertamente in linea con il Piano Industriale presentato da SAO.

La scelta della Regione Umbria rappresenta un’importante inversione di tendenza che, ora, dovrà essere accompagnata da fatti concreti, a partire da un’attenta analisi sul perché le previsioni di durata dell’impianto de Le Crete e di altri impianti in Umbria, siano state completamente sballate e disattese e di pari passo attuare nuove iniziative politiche e finanziarie affinchè si avvii una seria Raccolta differenziata e il nostro ambiente venga salvaguardato dall’utilizzo indiscriminato.

Andrea Scopetti